L'indifferenza

 


L’INDIFFERENZA


di
Chiara Ursino

 

L’essere umano si differenzia dagli altri esseri viventi perchè è in possesso di un qualcosa che gli animali non hanno: la ragione. Grazie alla razionalità compiamo una determinata azione piuttosto che un'altra., indirizzandola a generare una scelta; e scegliere significa che l’interessato è proiettato in una sorta di intenzionalità. Tutti questi elementi sono fondamentali perché una persona entri in relazione con un'altra. In tal modo si costruisce un legame, più o meno duraturo nel tempo, da consolidarsi in un sentimento. Non tutti i sentimenti, però, risultano positivi nel creare relazioni interpersonali. Infatti esistono dei sentimenti contrapposti, se pur sulla stessa linea. Basti pensare all’invidia, che genera odio, che si traduce in un unico risultato finale: l’indifferenza. L’indifferenza è il contrario dell’amore. Mi piace condividere con voi alcune riflessioni di Angelo Cassano su questo tema. «Quando ci si confronta con l’ indifferenza è come sbattere contro un muro: ci si sente traditi, offesi nel profondo, soprattutto se a manifestarla sono coloro da cui ci si aspetta una mano tesa. L’indifferenza è un trauma che paralizza il flusso della vita, rende freddi, insensibili, incapaci di cogliere il palpitare della vita. L’indifferenza uccide, separa, scava un fossato che impedisce la comunicazione, l’accoglienza, la solidarietà». Elie Wiesel, scrittore rumeno, ebreo, sopravvissuto all’olocausto, parla dell’indifferenza come del male peggiore che l’essere umano possa incontrare nel corso della sua esistenza: «Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi i pericoli. Il male peggiore è l’indifferenza. Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza; il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza; il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza. È contro di essa che bisogna combattere con tutte le proprie forze. E per farlo un’arma esiste: l’educazione.

Bisogna praticarla, diffonderla, condividerla, esercitarla sempre e dovunque. Non arrendersi mai». Aggiungerei anche un altro elemento che viaggia insieme all’educazione: il rispetto. Con il termine rispetto, non intendo il non infrangere le regole di una determinata comunità, ma in senso più ampio del termine. Il rispetto della persona come essere globale, rispettandone le particolarità e i limiti, la bellezza interiore e se vogliamo la sua diversità. Come sottolineava Nichi Vendola "Siamo belli perché siamo pieni di difetti, non perché siamo onnipotenti, ma perché siamo fragili, perché ci tremano le gambe, perché siamo goffi, perché abbiamo paura, perché abbiamo bisogno di amare,per questo siamo belli."

 

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