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Santuario Madonna Delle Grazie

Presso la sponda sinistra del torrente Zirgone, nascosto e protetto dalla ricca vegetazione mediterranea e dai fianchi massicci della rupe su cui sorge la città antica, si trova il complesso del Santuario cui si accede per mezzo di una scalinata che, nonostante interventi moderni, mantiene tuttora originali caratteri settecenteschi.
Il prospetto, coronato da un frontone su cui è posto un fastigio a volute, è articolato in due impalcati di diversa altezza, segnati da una trabeazione, ed è scandito in tre parti da gruppi di quattro lesene che proseguono anche nel timpano. Sopra la cornice del frontone, in prosecuzione delle lesene, si trovano dei tronconi di muratura, forse basi o ammorsature per altre decorazioni non più esistenti o mai realizzate. L’asse centrale del prospetto è definito, a partire dall’alto, da un piccolo oculo tamponato, da un finestrone ottagonale e dal portale lapideo, costituito da una fascia modanata che incornicia l’ingresso, sopra la quale sporge una cornice, probabilmente unico residuo di una trabeazione ora scomparsa, su cui due volute concludono il portale. Sul prospetto laterale destro si possono notare, seppure con difficoltà, le tracce di due finestre tamponate. L’edificio è a navata unica coperta con volta a botte, separata dall’abside semicircolare, denunciata all’esterno, tramite un arco trionfale. Le pareti sono scandite da lesene con capitello composito che inquadrano nicchie poco profonde.

Secondo la tradizione la chiesa fu fondata nel 1545 come ringraziamento per una grazia ricevuta. Si racconta, infatti, che l’equipaggio di un battello in balia di una tempesta al largo di Roccella invocò l’aiuto della Madonna che intervenne tempestivamente sollevando l’imbarcazione dalle acque e posandola poi sulla riva presso la foce del torrente Zirgone. L’analisi delle fonti archivistiche e bibliografiche porta però ad affermare che in origine la chiesa era dedicata ai SS. Pietro e Paolo. A tale originaria intitolazione si deve anche la presenza di due figure in alabastro databili tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo raffiguranti i due apostoli e poste ai lati dell’ingresso. Nel 1730 la chiesa è ancora citata sotto il titolo di S. Pietro ma al suo interno era custodita un’immagine della Madonna delle Grazie qui posta per devozione. Fu proprio il forte trasporto nei confronti della Madonna delle Grazie da parte del popolo che permise la ricostruzione della chiesa nelle forme attuali nel 1738. Rientrò nel progetto anche la decorazione interna con gli stucchi sulle cornici, il baldacchino sopra l’altare maggiore e le statue dei due apostoli nell’abside ad opera dello stuccatore palermitano Onofrio Buscemi. Gli stucchi sembrano ritoccati e ridipinti negli anni, come dimostra anche lo sfondo della statua di S. Paolo in cui la testa dell’angelo è stata coperta dallo sfondo di nuvole. All’interno della chiesa è custodita, protetta da una teca in legno, la statua della Madonna delle Grazie protagonista di una suggestiva processione in mare nel periodo estivo e, ancora, caratteristici sono i modellini in legno di imbarcazioni, posti sulla cornice d’imposta della volta, offerti dai fedeli.

 

(Dal libro CHIESE DI ROCCELLA JONICA di Eleonora Uccellini, a cura di Simonetta Valtieri – Gangemi Editore, 2006, pp. 270-271)

 









 

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