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Chiesa Matrice

 

 

La chiesa è ubicata sulla via XXV Aprile, è a pianta longitudinale a tre navate, con absidi semicircolari sporgenti ed è orientata a sud-ovest.

Il prospetto principale, a salienti interrotti, che denunciano la divisione interna a tre navate, è definito da due poderosi pilastri a fascio. Gli ingressi sono inquadrati da una doppia cornice decorata ad ovuli e sulla sinistra del prospetto si trova un campanile concluso da una guglia. L’ambiente interno ha copertura piana.
La proposta di edificare una nuova chiesa Matrice situata al di fuori della cinta muraria fu portata avanti dalla popolazione di Roccella sin dal 1852 istituendo una sottoscrizione volontaria per la raccolta della somma necessaria per i lavori. Ma lungaggini burocratiche e penuria di fondi fecero slittare la costruzione addirittura al 1927. Probabilmente però il progetto dovette incontrare ostacoli di altra natura visto che nel contempo l’antica chiesa Matrice continuava ad essere oggetto di interventi di manutenzione e ad essere utilizzata per le funzioni solenni.
Nel 1927 fu redatto un primo progetto per la nuova chiesa che doveva sorgere su un terreno indicato dall’Amministrazione Comunale e comunque nell’area della nuova espansione, precisamente nel Fondo Quadro. Il progettista propose una basilica a tre navate da realizzarsi secondo i criteri di costruzione antisismica e scegliendo uno stile «barocco meridionale sentito con ispirazione moderna». Il progetto effettivamente realizzato fu però quello presentato dall’ingegnere Giuseppe Foderaro.
La chiesa conserva gli altari in marmo che si trovavano nell’antica Matrice e che furono qui trasferiti seguendo in parte le istruzioni date dalla Soprintendenza per le Antichità e le Arti del Bruzio e della Lucania nel 1931 insieme ai medaglioni ovali delle croci consacrali. In particolare gli altari minori sono stati disposti lungo le pareti delle navate laterali così come l’altare maggiore dedicato a S. Nicola di Bari, posto nella navata di sinistra; gli altari che erano collocati nelle cappelle ai lati dell’abside dell’antica chiesa furono trasferiti l’uno, quello dedicato al SS. Sacramento, nell’abside, divenendo così l’altare maggiore della nuova chiesa, l’altro, dedicato all’immacolata Concezione, nell’abside di sinistra. Essi, pur se riconducibili alla medesima bottega artigiana, possono essere ascritti a due programmi decorativi distinti che si esplicitavano nell’uso di materiali e di forme diverse.
Il catino absidale è decorato da un affresco del pittore roccellese Raffaele Ursini (1851-1945) in cui è rappresentata “La discesa dello Spirito Santo tra gli Apostoli. Fulcro della concavità absidale è un Crocifisso ligneo databile al XVI secolo e restaurato di recente, mentre nell’abside minore a destra dell’altare è posta una notevole statua lignea del Cristo Risorto databile al XVIII secolo. Nella navata laterale a sinistra dell’altare, protetta da una teca in legno, si trova una composizione in cartapesta che rappresenta la Trinità, restaurata nel 1938, probabilmente settecentesca, in cui colpisce in maniera sorprendente la qualità espressiva e la definizione dei particolari dei volti del Padre e del Figlio.
Le pareti interne sono quasi interamente coperte da dipinti realizzati in epoca moderna che hanno stravolto il desiderio di semplicità manifestato dal progettista, compromettendo la percezione dell’affresco e degli altari settecenteschi.


(Dal libro CHIESE DI ROCCELLA JONICA di Eleonora Uccellini, a cura di Simonetta Valtieri – Gangemi Editore, 2006, pp. 260-261)


 

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